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Un Palermo rigenerato vuol tornare a vincere. PDF Stampa E-mail
Scritto da Daniele Tomaselli   
AnteprimaArchiviata la pratica Sampdoria, che ha visto i rosa strappare un punto prezioso a Cassano e compagni, il Palermo ritorna al Barbera per il primo match casalingo del 2010. I siciliani possono comunque essere soddisfatti per aver cominciato l’anno con un risultato positivo, ovvero un pareggio maturato fuori le mura amiche che sarebbe potuto essere qualcosa di più se non fosse stato per qualche occasione di troppo sprecata e per un gol annullato per presunto fuorigioco. Il Palermo si ritrova così a 27 punti, insieme a Bari e Fiorentina che hanno però una partita in meno, a sole tre lunghezze dal quarto posto. Il sogno Europa rimane quindi l’obiettivo principale di una stagione condotta fra imprese epiche e amnesie inspiegabili.

Come spesso accade con Zamparini, il cambiamento della squadra passa attraverso l’esonero di un tecnico, Zenga. Il nuovo arrivato, Delio Rossi, pur “steccando”  l’esordio al Bentegodi,  è riuscito a portare a casa 10 punti su quattro incontri disputati. Tanto è bastato alla squadra per tornare a credere nei propri mezzi ed ai tifosi per tornare ad innamorarsi di quei colori troppo spesso criticati. Adesso tutti vogliono Rossi. Lo stesso Zamparini, e non è certo una novità, incorona il nuovo mister a discapito del vecchio con un velenoso “non riprenderei Zenga”.  Attualmente la nuova scommessa sta portando i suoi frutti. Nonostante i buoni risultati però è iniziato il mese delle distrazioni. Con l’apertura del mercato di gennaio, infatti, non si può certo restare tranquilli. Nel caso specifico si parla solo di mercato in “uscita”. Morganella, Mchedlidze e Succi sono pronti ad accasarsi altrove, cosi come Blasi che ha già le valigie pronte. Rubinho invece, si trova “obbligato” a cambiare aria anche grazie alla consacrazione del collega di reparto Sirigu, migliore in campo mercoledì contro i blucerchiati. Molto diverso è invece il caso Cavani, finito come una bolla di sapone. Il talento sudamericano, infatti, continuerà a vestire la casacca rosanero. Tornando all’incontro di oggi che vede l’Atalanta opposta al Palermo, è da segnalare come gli orobici vengano da un inizio di stagione deludente e, come nel caso del Palermo, si è deciso di cambiare in corsa. Esonerato Gregucci, la panchina è stata affidata prima ad Antonio Conte, allenatore emergete sul quale molte società avevano messo gli occhi addosso. Ma non sembra essere stato sufficiente e la squadra si trova ancora in piena zona retrocessione, specie dopo la sconfitta con il Napoli maturata nella scorsa giornata, tanto che il buon Conte ha dato le dimissioni e la squadra è stata affidata a Bonacina. Rossi si affiderà al solito modulo 4-3-1-2, con in porta Sirigu; difesa con Cassani e Balzaretti sulle fasce e Bovo e Kjaer al centro; linea mediana con Liverani, Bresciano ed uno tra Nocerino e Migliaccio, con il primo leggermente favorito e ballottaggio anche sulla trequarti tra Pastore e Simplicio, anche se il brasiliano dovrebbe spuntarla. Probabile ingresso in corsa per l’asso argentino. In avanti il consueto tandem offensivo Miccoli-Cavani. Il buon momento dei rosanero però non dovrà certo far adagiare nessuno sugli allori. L’Atalanta infatti è stata in grado di alternare lampi di luce al suo buio. I ragazzi de ex allenatorei Conte hanno fermato sia l’Inter sia il Milan sul pareggio. Due punti che valgono oro. Per tentare l’assalto al Barbera, Bonacina si affiderà ad un classico 4-4-2. Coppola tra i pali. Difesa con Garics, Bianco, Manfredini e Bellini. Reparto centrale con Padoin, De Ascentis, Guarente e Ceravolo. Coppia offensiva composta da Acquafresca e Tiribocchi.

 
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2° Giornata 11/09/2010

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